
All’ultima spiegazione, Helen sembrò finalmente disposta a cedere e accennò una smorfia con le labbra. «Va bene, furbacchione. Ma è meglio che papà non ti senta parlare in tono così frivolo. Lui prende l’Associazione molto sul serio. Mentre vado a incipriarmi il naso, prepara un martini. Ne avremo certo bisogno. Eppure, propaganda religiosa… mah!»
Più tardi, nella Volksair, la ragazza chiese: «Quando smetterai di lavorare a ore impossibili, Piccolo Ed? Credevo che una volta lanciato il programma alla radio, contassi di metterlo in televisione la domenica mattina.»
«Ci conto ancora» rispose Ed «ma chissà per quale motivo quel grassone di Mulligan non la pensa allo stesso modo. Non si rende conto di quanta sia la gente che va matta per queste fesserie. Metà della popolazione del nostro Paese crede in una o in un’altra delle teorie che porto al microfono. E si tratta proprio di gente che passa metà della vita davanti allo schermo di quelle stupide scatole.» Tossicchiò. «Ecco, se potessi convincere tuo padre a metterci una mezza parola…»
«Oh, ma a papà non importa proprio niente della radio e della televisione» lo interruppe Helen poco interessata. «È vero che è il proprietario della stazione trasmittente. Ma è anche proprietario di un mucchio di altre cose. Quello che lo interessa veramente è l’Associazione. La settimana scorsa è andato al Congresso nazionale di Los Angeles, e ora sta mettendo in giro la voce che fra i soci della costa occidentale si sono infiltrati elementi di sinistra. E sai perché? Perché hanno approvato una risoluzione in cui si afferma che Goldwater non è rosso nemmeno un po’.»
