— Bene, sentiamo.

— Non faccio il cronista, quindi non sta a me dettare un articolo. Io faccio il fotografo. È roba grossa e potrei fare degli sbagli e poi non vorrei pagare se…

— Va bene — tagliò corto con voce stanca Manning. — Cercherò di pescare qualcuno da mandarti. Ma è domenica, è tardi, e sarà meglio per te se si tratta davvero di una cosa interessante.

— Nel cortile dietro casa ci sono almeno un migliaio di persone che sono uscite da una strana porta. Dicono di venire dal futuro.

— Dicono di venire da dove? — urlò Manning.

— Dal futuro. Fra cinquecento anni.

— Bentley, tu hai bevuto.

— Le cose stanno come ho detto, e non ho niente da aggiungere. Non è affar mio, ve lo ripeto. Sta a voi decidere.

Riagganciò e andò a prendere la macchina fotografica.

Una lunga fila di bambini accompagnati da adulti stava entrando in cucina.

— Signora — disse Bentley a una delle donne — c’è un altro bagno di sopra. È meglio che dividiate in due la fila.

2

Steve Wilson, addetto stampa alla Casa Bianca, stava avviandosi verso la porta del suo appartamento, con l’intenzione di passare il pomeriggio con Judy Gray, la sua segretaria, quando suonò il telefono e lui tornò indietro a rispondere.

— Qui Manning — disse la voce all’altro capo del filo.

— In che cosa posso esserti utile, Tom?

— Hai acceso la radio?

— No, che diavolo. Perché dovrei averla accesa?

— Sta succedendo qualcosa di strano — disse Manning. — È bene che tu lo sappia. Pare che ci stiano invadendo.

— Un’invasione?

— Non del genere che pensi. È gente che esce dal nulla. Dicono di venire dal futuro.

— Senti… se è una trovata per…

— Anch’io credevo che fosse uno scherzo, quando mi ha telefonato Bentley…



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