
— …la quale vittoria — lo interruppi — consegnò al tuo caro amico Hitler tutto il mondo, per cinquant’anni, su un piatto d’argento, e mi condusse a essere amata fino alla morte dalle vostre valorose truppe, nel corso della Liberazione di Chicago…
— …la quale vittoria — corresse lui — porta come ultima conseguenza la vittoria finale dei Ragni e dell’Occidente sui Serpenti e sul Comunismo, Liebchen, non dimenticarlo. Comunque, il nostro controrapimento non ebbe successo. I Serpenti avevano messo delle guardie (cosa piuttosto strana), e noi non ne eravamo stati avvertiti. Tutta l’azione finì in un enorme pasticcio. Non c’è da stupirsi che Bruce abbia perduto la testa… non che la cosa possa scusarlo.
— Bruce sarebbe il Ragazzo? — chiesi. Sid, impegnato a dirigere il recupero del Romano, non si era ancora recato da lui; il Ragazzo era fermo, con gli occhi bassi, nello stesso punto dove Erich l’aveva lasciato, simile a una nera colonna di vergogna e di ira.
— Ja. Un tenentino della prima guerra mondiale. Inglese.
— Che fosse inglese lo sapevo già — dissi. — Ed è davvero effeminato come dicevi?
— Weibischer? — Sorrise. — Dovevo pur dirgli qualcosa, quando mi ha dato del vigliacco. Diverrà un ottimo Soldato… ha soltanto bisogno di venire un po’ dirozzato.
— Voialtri uomini siete sempre molto originali, quando vi insultate… — Poi, abbassando la voce: — Ma non dovevi arrivare al punto di dargli del serpente, Erich mio.
— Schlange? — Il suo sorriso acquistò una piega amara. — E chi può esserne certo… per tutti? Come San Pietroburgo ha saputo dimostrarmi, le spie dei Serpenti sono più furbe delle nostre. — I suoi occhi azzurri avevano perso completamente l’espressione dolce. — E tu, Liebchen, dimmi, non sei davvero altro che un buon Ragno leale?
