Ma adesso erano giunti gli uomini per porre fine all’oscurità, e trasformare il caos della giungla in tavole chiare e segate, più preziose, sulla Terra, dell’oro. Alla lettera, poiché l’oro si poteva ottenere dall’acqua di mare e sotto il ghiaccio dell’Antartide, ma non il legno; il legno veniva solamente dagli alberi. E sulla Terra si trattava di un lusso assolutamente necessario. Dunque, le foreste extraterrestri diventavano legno.

Duecento persone con seghe automatiche e trasportatori avevano già tagliato otto "strisce" di un chilometro e mezzo di ampiezza sulla Terra di Smith, in tre mesi. I ceppi della striscia più vicina al Campo erano già bianchi e friabili; trattati chimicamente, si sarebbero trasformati in cenere fertile per l’epoca in cui i coloni permanenti, gli agricoltori, sarebbero venuti a insediarsi sulla Terra di Smith. Gli agricoltori non avrebbero avuto altro da fare che piantare i semi e aspettare che germogliassero.

Era già stato fatto una volta, in precedenza. Si trattava di una strana faccenda, che, anzi, costituiva la prova che New Tahiti era fatta apposta perché gli umani se ne impadronissero. Tutto ciò che c’era sul pianeta era giunto dalla Terra, circa un milione d’anni prima, e l’evoluzione aveva seguito una linea così parallela a quella della Terra che le cose si potevano riconoscere immediatamente: pini, querce, noccioli, castagni, abeti, agrifogli, meli, frassini; cervo, uccello, topo, gatto, scoiattolo, scimmia.

Gli umanoidi di Hain-Davenant, naturalmente, affermavano di averlo fatto nello stesso periodo in cui avevano colonizzato la Terra, ma, se stavi ad ascoltare quegli extraterrestri, ti accorgevi che affermavano di avere colonizzato ogni pianeta della galassia e di avere inventato ogni cosa, dal sesso alle puntine da disegno.

Le teorie che parlavano di Atlantide erano assai più realistiche, e quel pianeta poteva essere benissimo una colonia perduta di Atlantide. Ma gli umani erano morti. E la cosa più prossima che si era sviluppata dalla linea delle scimmie per sostituirli era stato un creechie, una "creatura", alto un metro e coperto di pelo verde.



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