
Il padre era un omone con una certa tendenza alla pinguedine, il che non doveva sorprendere dato che il lavoro del mugnaio consiste per lo più nello starsene lì a guardare quel che succede. Ma in una fattoria tra i boschi quel po’ di pancia non sarebbe durata neanche un anno. Lui, del resto, non se ne preoccupava più di tanto; il lavoro duro non gli faceva paura. Quel che oggi lo preoccupava era Faith, sua moglie. Ormai il tempo del bambino era giunto alla fine, e lui lo sapeva. Non che lei gliene avesse mai parlato direttamente. Le donne non parlano di queste cose con gli uomini. Ma lui sapeva quanto fosse ingrossata e quanti mesi fossero trascorsi. E poi alla sosta di metà giornata lei gli aveva mormorato: «Alvin Miller, se lungo la strada troviamo una locanda, o anche solo una capanna abbandonata, penso che non mi dispiacerebbe riposare un po’». Non serviva la testa di un filosofo per capire. E dopo sei figli maschi e sei femmine, avrebbe dovuto avere un mattone al posto del cervello per non intuire che cosa bollisse in pentola.
Perciò mandò avanti Vigor, il più grande dei suoi figli, a perlustrare il terreno lungo la pista.
