La Endeavour era l'unica astronave del sistema solare in grado di accostare l'intruso prima che questo si perdesse fra le stelle dopo aver girato intorno al Sole. Ma per poter tentare il rendez-vous Norton era stato costretto a farsi dare da tre astronavi della Pattuglia Solare tutto il carburante di cui disponevano, lasciandole poi andare alla deriva nello spazio finché non fossero arrivati i rifornimenti. Norton era sicuro che i Comandanti della Calypso, della Beagle e della Challenger non gli avrebbero più rivolto la parola per un pezzo.

Ma anche con tutto quel propellente supplementare, l'inseguimento era stato lungo e difficile. Quando lo raggiunse, Rama era già all'interno dell'orbita di Venere. Nessun'altra astronave sarebbe stata in grado di accostarlo, la Endeavour godeva di un privilegio unico, e non avrebbe dovuto sprecare un solo istante delle prossime settimane. Sulla Terra c'erano migliaia di scienziati che avrebbero venduto l'anima pur di partecipare personalmente all'azione, invece avevano dovuto accontentarsi di seguire l'impresa sui teleschermi, mordendosi le dita e pensando che loro avrebbero fatto un lavoro migliore. Può darsi che avessero ragione, ma non c'erano alternative. Le inesorabili leggi della meccanica celeste avevano decretato che la Endeavour sarebbe stata la prima e ultima astronave creata dall'uomo a entrare in contatto con Rama.

I consigli che riceveva senza interruzioni dalla Terra servivano ben poco ad alleviare le responsabilità di Norton. Se si fosse trovato a dover prendere una decisione in una frazione di secondo, nessuno lo avrebbe potuto aiutare. Le onde radio impiegavano già dieci minuti ad arrivare al Controllo Missione, e l'intervallo era destinato ad aumentare. Norton invidiava spesso i grandi navigatori del passato, quando non esistevano ancora le comunicazioni radio, ed erano liberi di interpretare gli ordini sigillati senza l'assillo continuo dei consigli della commissione. E quando avevano commesso errori nessuno lo aveva mai saputo.



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