La sua immagine stereo, identica in tutto e per tutto alla realtà, occupava in apparenza la sedia alla destra di Bose e, per completare l'illusione, qualcuno vi aveva posto davanti un bicchiere di acqua. Bose considerava quella specie di tour de force tecnologico un inutile gioco di prestigio, ma sapeva che molti grandi uomini provavano un piacere infantile nel trovarsi in due posti contemporaneamente. Talvolta quel miracolo elettronico provocava contrattempi comici. Durante un ricevimento diplomatico a cui Bose aveva preso parte, un tale aveva cercato di attraversare uno stereogramma, per scoprire troppo tardi che era andato a sbattere contro un uomo in carne e ossa. Ma era ancora più buffo vedere la gente che cercava di scambiare una stretta di mano con le immagini stereo.

Sua eccellenza l'ambasciatore di Marte ai Pianeti Uniti richiamò all'ordine i pensieri vagabondi, si schiarì la voce e disse: — Signori, la seduta del comitato è aperta. Credo di non sbagliare asserendo che si tratta di una riunione di talenti rari, qui presenti per trattare un'unica questione. Il Segretario Generale ci ha impartito la direttiva di valutare la situazione, e di dare il nostro consiglio e il nostro appoggio al Comandante Norton quando sarà necessario.

Era un miracolo di semplificazione e tutti se ne rendevano conto. A meno che non si verificasse una situazione di emergenza, il comitato avrebbe anche potuto non mettersi mai in contatto col Comandante Norton… che magari ne ignorava l'esistenza. Questo comitato era stato creato temporaneamente dall'Organizzazione Scientifica dei Pianeti Uniti, e avrebbe dovuto riferire, attraverso il suo direttore, al Segretario Generale. Anche la Pattuglia Solare faceva parte dei P.U., ma su base operativa, non scientifica. In teoria, la differenza era minima. Non c'era motivo perché il Comitato Rama, o chiunque altro, non si mettesse in contatto con il Comandante Norton per offrirgli i propri servigi.



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