— Le note informative si limitano a dire che è abile e competente — obiettò l'ambasciatore di Mercurio (popolazione: 112.500, ma in espansione). — Come reagirà in una situazione insolita come l'attuale?

Sulla Terra, Sir Lewis Sands si schiarì la gola, e fece altrettanto un secondo e mezzo dopo sulla Luna. — Non si può dire che sia una situazione insolita, anche se è la prima che si presenta da tre secoli a questa parte — disse. — Se Rama è morto e disabitato, come sembra secondo quanto finora ci risulta, Norton si trova nella stessa posizione di un archeologo che abbia scoperto le rovine di una civiltà estinta. — Fece un leggero inchino alla dottoressa Price che rispose con un cenno. — Gli esempi più famosi sono quelli di Schliemann a Troia e di Mouhot ad Angkor Vat. Il pericolo è irrisorio, anche se può sempre capitare qualche incidente.

— E se invece esistono le trappole e i meccanismi mortali di cui parlano i pandoriani? — obiettò la dottoressa Price.

— I pandoriani? Chi sono? — chiese l'ambasciatore Hermiano.

— Una setta di pazzi convinti che Rama sia pericoloso — spiegò Sir Robert. — Dal mito di Pandora e del vaso che non doveva essere aperto. — Dubitava che l'ambasciatore di Mercurio avesse capito. Gli studi classici non erano molto seguiti, sul suo mondo.

— Pandora… paranoia! — esclamò Taylor. — Oh, naturalmente cose di questo genere sono concepibili, ma perché mai una razza intelligente dovrebbe divertirsi con questi giochetti puerili?

— Be', anche non tenendo conto dei pandoriani — continuò Sir Robert, — sussiste sempre la probabilità che Rama sia vivo e abitato. Allora ci troveremmo davanti a una situazione diversa: l'incontro di due civiltà che non hanno niente in comune. Pizarro e gli Incas. Peary e i Giapponesi. L'Europa e l'Africa. Quasi sempre, le conseguenze sono state disastrose, almeno per una delle due parti. Non voglio fare nessuna raccomandazione. Mi limito a ricordare i precedenti.



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