
«E affinché le cose che dovrebbero essere ricordate
non periscano con il tempo e svaniscano dalla memoria
di coloro che verranno dopo di noi io,
vedendo tanti mali e il mondo intero
posto nella stretta del Maligno, considerandomi
io stesso fra i morti e aspettando la morte,
ho esposto in forma scritta tutte le cose
di cui sono stato testimone.
E affinché il mio scritto non perisca con l'autore
e la fatica svanisca con chi l'ha vissuta,
lascio incarico di continuare questo scritto,
se per caso qualche uomo mi sopravviva
e qualcuno della razza di Adamo sfugga a questa pestilenza,
e di portare avanti il lavoro che io ho iniziato…»
LIBRO PRIMO
«Ciò di cui più ha bisogno un suonatore di campane non è la forza ma la capacità di tenere il tempo… si devono congiungere queste due cose nella mente e lasciare che vi restino per sempre… campane e tempo, campane e tempo»
1
Non appena il Signor Dunworthy aprì la porta del laboratorio, i suoi occhiali si velarono di vapore.
— Sono arrivato troppo tardi? — chiese, togliendoseli con un gesto brusco e socchiudendo gli occhi per mettere a fuoco Mary.
— Chiudi la porta — ribatté lei. — Non riesco a sentirti, sullo sfondo di quelle orribili carole natalizie.
Dunworthy si affrettò ad obbedire, ma la chiusura della porta non riuscì ad escludere del tutto dall'ambiente le note di «O Venite, Voi Tutti Credenti» che giungevano dalla piazza…
