«D'altro canto,» prosegui Harlan, «Io suggerisco di ridurre il M.M.N. al semplice spostamento di un recipiente da uno scaffale a un altro. Qui!» e punto il dito affusolato. L'unghia ben curata del suo indice sfioro una serie di fori sul foglio perforato.

Voy esamino la sequenza con una specie d'intensita dolorosa, ma rimase in silenzio.

Harlan aggiunse:

«Questo non altera forse la situazione, in relazione al vostro bivio cosi trascurato? Non approfitta forse della biforcazione di possibilita minori, trasformandole in quasi-certezza, e questo non ci conduce forse al…»

«…praticamente, al M.R.O.» bisbiglio Voy.

«Esattamente al Massimo Risultato Ottenibile,» lo corresse Harlan.

Voy sollevo lo sguardo, e il suo volto scuro esprimeva un conflitto di collera e sgomento. Harlan noto, distrattamente, che c'era uno spazio tra i grandi incisivi superiori del Sociologo, uno spazio che gli dava un aspetto da coniglio, che contrastava notevolmente con la forza repressa delle sue parole.

«Suppongo,» disse Voy, «Che presto ricevero notizie dal Consiglio d'Ogniquando?»

«Non credo. Per quanto ne so, il Consiglio d'Ogniquando non ne e al corrente. Almeno, il progetto di Mutamento di Realta mi e stato inoltrato senza alcun commento.» Non diede spiegazioni sul significato di «inoltrato», ne Voy gliene chiese.

«Siete stato voi a scoprire questo errore, dunque?»

«E esatto.»

«E non avete fatto rapporto al Consiglio d'Ogniquando?»

«No.»

Ci fu dapprima un'espressione di sollievo, poi di sospetto.

«Perche no?»

«Poche persone avrebbero potuto evitare questo errore. Ho pensato di poterlo correggere prima che fosse compiuto il danno. E quanto ho fatto. Perche andare oltre?»

«Be'… vi ringrazio, Tecnico Harlan. Siete stato un amico. L'errore della Sezione che, come dite, era praticamente inevitabile, avrebbe fatto un'impressione pessima nel mio curriculum.»



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