
«Naturalmente questa è stata la prima cosa che ho pensato,» rispose Marlowe. «Mi sembrava così strana che da principio non volevo credere alla bontà del lavoro di Jensen. Ma poi ho scoperto vari buoni motivi. Se una nova lucente o una supernova esplodono in cielo, almeno un migliaio di dilettanti la scoprono, figuriamoci poi gli astronomi. Ma in questo caso non si tratta di un oggetto luminoso: è una cosa scura e non è facile scorgerla — una macchia scura si maschera bene contro il cielo. Certo, se una delle stelle nascoste dalla nuvola fosse stata per caso assai lucente, qualcuno l’avrebbe avvistata. La scomparsa di una stella lucente non è facile da scoprire come la comparsa di una nuova stella lucente, ma tuttavia gli astronomi, professionisti e dilettanti, l’avrebbero certo trovata. Purtroppo è accaduto che tutte le stelle vicine alla nuvola sono inferiori all’ottava grandezza, e si vedono solo al telescopio. Questo è il primo guaio. Poi dovete sapere che, per ottenere buone condizioni di visibilità, noi preferiamo lavorare su corpi celesti vicini allo zenit, mentre questa nuvola sta alquanto bassa sul nostro cielo. Naturalmente noi tendiamo a trascurare questa parte del cielo, a meno che per caso essa non contenga qualcosa di molto singolare; il che — secondo guaio — non è accaduto nel nostro caso. Nuvola a parte, certo. È vero che per gli osservatori dell’emisfero meridionale la nuvola è presso lo zenit, ma quegli osservatori, e con un personale alquanto ristretto, devono vedersela con altre questioni importanti, per esempio le Nubi di Magellano e il nucleo della Galassia. Prima o poi la nuvola si sarebbe scoperta. È accaduto, purtroppo, poi, ma avrebbe potuto accadere prima. Non ho altro da dire.»
