
Ricordando l’austera, stoica onestà delle missioni commerciali, Frink si sentì rassicurato. Anche Wyndham-Matson sarebbe stato allontanato come una mosca fastidiosa, che fosse proprietario o meno della W-M Corporation. O almeno, così sperava. Credo di avere proprio fiducia in questa Alleanza per la Prosperità Comune del Pacifico, si disse. Strano. Ripensando ai primi tempi… allora era sembrato un falso fin troppo evidente. Propaganda senza contenuto. Ma adesso…
Si alzò dal letto e si diresse faticosamente verso il bagno. Mentre si lavava e si radeva ascoltò alla radio il notiziario di metà mattina.
«Non deridiamo quest’impresa,» stava dicendo la radio quando lui chiuse per un attimo l’acqua calda.
No, non deridiamola, pensò amaramente Frank. Sapeva a quale particolare impresa si riferiva il notiziario. Eppure c’era qualcosa di umoristico nell’immagine degli stolidi, burberi tedeschi che passeggiavano su Marte, sulla sabbia rossa che nessun essere umano aveva mai calpestato prima. Insaponandosi le guance, Frink cominciò a canticchiare una satira. Gott, Herr Kreisleiter. Ist dies vielleicht der Ort wo man das Konzentrationslager bilden kann? Das Wetter ist so schön. Heiss, aber doch schön…. [Dio, signor Capo Missione, non è questo il luogo ideale in cui sì può creare un campo di concentramento? Il tempo è proprio bello. Molto caldo, ma bello.]
