Sono licenziato, pensò.

Il giorno prima, in fabbrica, aveva commesso un errore. Si era rivolto nella maniera sbagliata al signor Wyndham-Matson, il quale aveva un viso schiacciato e un naso simile a quello di Socrate, un anello con diamante e la lampo dei pantaloni d’oro massiccio. In altre parole, un potente. Un trono. I pensieri di Frank vagavano senza lucidità.

, pensò, e adesso mi metteranno sulla lista nera; le mie capacità non servono a niente. Un’esperienza di quindici anni. Buttata via.

E adesso avrebbe dovuto comparire di fronte alla Commissione di Giustificazione dei Lavoratori per una revisione della sua categoria d’impiego. Visto che non era mai riuscito a comprendere i rapporti fra Wyndham-Matson e i pinoc - il governo-fantoccio bianco di Sacramento — non era in grado di valutare la potenza del suo ex datore di lavoro nei riguardi della vera autorità, i giapponesi. La CGL era una creatura dei pinoc. Lui si sarebbe ritrovato davanti a quattro o cinque facce bianche e grassocce, di mezza età, sul tipo di Wyndham-Matson. Se non fosse riuscito a giustificarsi in quella sede, avrebbe dovuto rivolgersi a una delle Missioni Commerciali Import-Export che operavano fuori Tokyo, e che avevano uffici in California, Oregon, Washington e nelle zone del Nevada comprese negli Stati Americani del Pacifico. Ma se non fosse riuscito a difendersi neppure lì…

La sua testa continuava a elaborare piani mentre lui se ne stava a letto fissando il vecchio lampadario sul soffitto. Per esempio, poteva introdursi clandestinamente negli Stati delle Montagne Rocciose. Ma c’erano rapporti molto stretti con gli Stati Americani del Pacifico, e avrebbero potuto chiedere la sua estradizione. Il Sud, allora? Il suo corpo ebbe un sussulto. Ugh. Quello no. Come bianco avrebbe avuto a disposizione un’ampia varietà di posti, in effetti più di quelli di cui poteva godere negli S.A.P. Ma… quel genere di posti non gli andava a genio.



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