«Questa, Rikki, è la paura che li tormenta, anche se non lo ammetteranno mai apertamente. Credetemi, non ci dà alcun piacere distruggere le fedi degli uomini, ma non tutte le religioni del mondo possono essere ognuna quella vera, e loro lo sanno. Prima o poi, l’uomo dovrà sapere la verità, ma quel momento non è ancora venuto. In quanto al nostro segreto che, come voi giustamente dite, aggrava i nostri problemi, rivelarvelo non dipende da noi. La necessità di mantenere il mistero dispiace a me quanto a voi; ma esistono motivi molto validi. Tuttavia, tenterò di ottenere dai miei… superiori… una dichiarazione che possa soddisfarvi e forse placare la Lega della Libertà. E ora, se non vi dispiace, vogliamo ritornare al nostro programma di lavoro?»


«Allora?» chiese Van Ryberg ansiosamente. «Avete avuto fortuna?»

«Non lo so» rispose Stormgren, gettando sulla scrivania le cartelle delle varie pratiche e lasciandosi cadere nella sua poltrona. «Karellen consulterà i suoi superiori, quali o qualunque cosa siano. Ma non ha fatto promesse.»

«Sentite» disse Pieter a un tratto «ho pensato una cosa. Che motivo abbiamo di credere che ci sia qualcuno dietro Karellen? E se tutti i Superni, come li abbiamo chiamati, fossero qui sulla Terra, a bordo delle loro astronavi? Può darsi che non abbiano un loro mondo dove andare e non ce lo vogliano dire.»

«La teoria è ingegnosa» sorrise Stormgren «ma mi sembra che faccia a pugni col poco che so, o che credo di sapere, su Karellen.»

«E sarebbe, questo poco?»

«Vedete, spesso Karellen parla della sua posizione qui come di un incarico temporaneo, che gli impedisce di dedicarsi al suo vero lavoro che, secondo me, è una forma di matematica superiore. Una volta gli ho citato la massima di Acton sul potere che corrompe in modo assoluto. Volevo vedere la sua reazione; se ne uscì in una delle sue risate cavernose, e disse:



18 из 223