
Va bene, basta con questo foglio n. 1. Anche se, fra parentesi, devo dire che non sono riuscito a capire a che servisse, e così particolareggiato poi… E se è tanto particolareggiato, perché non c’è nemmeno una parola sui genitori?
Stop. Probabilmente, non mi riguarda. Ma perché, tornando sulla Terra, non si è registrato al COMCON? Si può spiegare: collasso nervoso. Ripulsa per il suo lavoro. Un Progressore sull’orlo del collasso nervoso torna al suo pianeta natale, da dove mancava da perlomeno otto anni. Dove può andare? Secondo me, in queste condizioni non si va dalla mamma. Abalkin non sembra un moccioso o, più esattamente, non dovrebbe esserlo. L’insegnante? O l’istruttore? Questo è possibile. Anzi è probabile. Piangere un po’ sulla spalla. Lo so per esperienza. È più probabile l’insegnante che l’istruttore. L’istruttore è in un certo senso un collega, e lui prova ripulsa per il suo lavoro… Stop. Stop, ho detto! Che mi sta succedendo? Guardai l’orologio. Su due documenti avevo passato trentaquattro minuti. Inoltre non li avevo nemmeno studiati, ne avevo soltanto preso visione.
Mi costrinsi a concentrarmi e capii all’improvviso che era una brutta faccenda. Mi accorsi che non mi interessava affatto pensare al modo di trovare Abalkin. Mi interessava molto di più capire perché fosse tanto necessario trovarlo. Ovviamente, ero furioso con Sua Eccellenza, sebbene la logica mi suggerisse che il capo indubbiamente mi avrebbe fornito tutte le spiegazioni indispensabili se solo avessero potuto aiutarmi nelle mie ricerche. E se non mi aveva spiegato perché bisognava cercare e trovare Abalkin, significava che il perché non aveva nessun rapporto con il come.
A questo punto capii ancora una cosa. Cioè, non capii, ma sentii. Anzi, più precisamente sospettai. Questa enorme cartella, tutta questa massa di carte, questa scrittura ingiallita non mi darà niente altro che, forse, ancora un paio di nomi e una gran quantità di nuove domande, che di nuovo non hanno niente a che fare col problema come.
