
Terry Pratchett
Morty l’apprendista
Per Arianna
Questa è la vivida stanza illuminata da luci di candela in cui viene custodita la durata di ogni vita… scansia su scansia, tozze clessidre, una per ogni persona vivente, riversano la loro finissima sabbia dal futuro nel passato. Il sibilo condensato dei granelli che cadono fa ruggire la stanza come fosse il mare.
Questa è invece la padrona della stanza, che incede impettita attraverso di essa con aria preoccupata. Il suo nome è Morte.
Tuttavia non si tratta di una Morte qualsiasi. Questa è la Morte la cui sfera d’azione specifica, be’, in realtà non è affatto una sfera, ma è il Mondo Disco che è piatto e sta appoggiato sulla schiena di quattro elefanti giganti che si trovano in piedi sul guscio dell’enorme tartaruga spaziale Grande A’Tuin ed è circondato da una cascata che riversa le sue acque all’infinito nello spazio.
Gli scienziati hanno calcolato che le reali probabilità di esistenza di una cosa effettivamente assurda come questa siano una su un miliardo.
I maghi, invece, hanno calcolato che le probabilità stimate una su un miliardo si avverano nove volte su dieci.
La Morte procede attraverso il pavimento di piastrelle bianche e nere producendo un rumore secco con le dita dei piedi di sole ossa, bofonchiando all’interno del cappuccio, mentre le sue dita scheletriche contano le file delle clessidre indaffarate.
Alla fine sembra averne trovata una che la soddisfa, la solleva delicatamente dalla sua scansia e la porta accanto alla candela più vicina.
La tiene in modo che la luce ci possa brillare sopra e guarda con intensità il piccolo punto in cui il bagliore si riflette.
Lo sguardo fisso che proviene da quelle scintillanti orbite vuote comprende il mondo della tartaruga, che avanza attraverso le profondità dello spazio col carapace inciso dalle comete e butterato dalle meteore. Un giorno perfino la Grande A’Tuin morirà, la Morte lo sa: quella sì che sarebbe una bella sfida.
