Nessuno aveva fatto niente. Perciò, non si vedeva nessuno. E se sotto quella specie di telone non c’era nessuno in vista, tanto valeva che andassi io a dare un’occhiata da vicino. Forse avrei potuto anche dare una sbirciatina al di sotto.

Un’idea pericolosa, ragazzo. Non permettere che tutti quei kilowatt sprecati ti diano alla testa. Tu sei soltanto un occhio: se non torni indietro a portare le informazioni, tutto quello che riuscirai a fare sarà puro spreco… e «spreco», naturalmente, è la bestemmia più oscena per il Consiglio di Amministrazione.

Comunque, la tentazione era forte. Nessun movimento… nessun segno di vita umana, tranne le luci e il telo da tenda, e pochissimi segni di vita non umana. Niente suoni. Niente sul monitor della frequenza del sonar. Perché non dovevo rotolare dolcemente fino all’orlo del telone e studiarlo più da vicino?

La risposta migliore a questa domanda, naturalmente, era che si sarebbe trattato di un’idiozia. Ma via via che il tempo passava, mi venne in mente un paio di volte che limitarmi a star lì non significava dar prova del livello più elevato dell’intelligenza umana. Se dovevo comportarmi da sciocco, tanto valeva che lo facessi sul serio. Non so da dove possa scaturire un ragionamento del genere; forse dovrei rivolgermi veramente a uno psichiatra.

Non so esattamente quanto arrivassi vicino a cedere all’impulso. So che per tre volte allungai la mano per far rientrare le gambe telescopiche e che ogni volta cambiai idea.

La prima volta, a trattenermi fu la vista di qualcosa che si muoveva: poi scoprii che era uno squalo piuttosto grosso. Era il primo essere vivente di una certa grandezza che vedevo da quando avevo raggiunto il fondo, e per un po’ avviò i miei pensieri su di un’altra tangente. Le altre due volte che mi accinsi a far muovere la capsula, venni trattenuto del ricordo dello squalo. Era sparito… aveva udito qualcosa che io non potevo sentire, e si era spaventato? Non avevo strumenti all’esterno per scoprire le frequenze più basse e quelle udibili: c’erano soltanto i ricettori del sonar.



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