Il Barba stava parlando, ma Paul e Margo non erano ancora abbastanza vicini da poterlo udire distintamente.

Margo strinse il braccio di Paul.

«Quella col turbante è una donna,» mormorò.

Una piccola figura si sollevò dalla sabbia, da un punto vicino alla lanterna, e si avvicinò a loro. Una piccola luce bianca ammiccò, ed essi videro che si trattava di una ragazzina pallida, con delle lunghe trecce rosse. Non poteva avere più di dieci anni. Aveva dei fogli di carta in mano, e teneva l'indice dell'altra mano sulle labbra. La luce bianca era quella di una piccola pila elettrica, appesa al collo della ragazzina con una fune. Avvicinandosi, lei porse i fogli ai nuovi arrivati, bisbigliando:

«Dobbiamo fare silenzio. È già iniziato. Prendete il programma.»

I suoi occhi si illuminarono, quando vide Miao.

«Oh, avete un gatto,» mormorò. «Non credo che questo dispiaccia a Ragnarok.»

Quando Margo e Paul ebbero preso un foglio a testa, la ragazzina li accompagnò a una scaletta che portava alla piattaforma, e indicò loro di sedersi davanti. Quando Margo e Paul, sorridendo ma scuotendo il capo, sedettero invece in una delle ultime file, lei si strinse nelle spalle, e si voltò.

Margo sentì che Miao s'irrigidiva. La gatta stava fissando qualcosa che giaceva disteso su due sedie della prima fila.

Ragnarok era un grosso cane poliziotto tedesco.

Il momento della prima crisi passò. Miao si rilassò un poco, pur continuando a fissare il cane con fermezza, tenendo basse le orecchie.

La ragazzina venne alle loro spalle.

«Io sono Ann,» mormorò. «Quella col turbante è mia madre. Noi veniamo da New York.»

Poi ritornò al suo posto di guardia, accanto alla lanterna verde.


Il generale Spike Stevens e tre membri del suo stato maggiore sedevano gomito a gomito in una stanza buia del Quartier Generale della Riserva dell'Astronautica degli Stati Uniti.



31 из 447