
— Giustissimo. Vedo che i tuoi saggi sono molto istruiti in fatto di geometria. Quello che non riesco a capire è perché non si siano resi conto che sono due le forme che danno alle distanze il loro giusto valore. In fin dei conti, non puoi vedere anche tu che la superficie di Mesklin s’incurva verso il basso? Se la vostra teoria fosse esatta, l’orizzonte dovrebbe trovarsi in alto, sopra la tua testa. Non ti pare?
— Capisco. Ecco perché le tribù primitive affermano che il nostro pianeta ha la forma di una coppa. È soltanto qui, nelle vicinanze dell’Orlo, che le cose sembrano diverse. Deve dipendere, penso, dalla luce. Dopo tutto, in questa regione il sole sorge e tramonta anche d’estate, e non vedo perché ci si dovrebbe meravigliare se tutto quanto appare piuttosto strano. Diamine, si direbbe quasi che l’orizzonte… è così che lo chiami, vero?… sia più vicino a noi a nord e a sud di quanto non sembri a est e a ovest. Una nave, la si può vedere molto più lontana a est o a ovest. Dipende dalla luce, sicuramente.
— Mmm! Penso che per il momento sia alquanto difficile rispondere alla tua osservazione. — Barlennan non conosceva così bene il modo di parlare del Volatore da accorgersi di una lieve sfumatura ironica nella sua voce. — Non mi sono mai trovato in un punto della superficie molto lontano dall’Orlo, come lo chiami tu, e, personalmente, non potrò mai trovarmici. Fino ad ora non mi ero reso conto che le cose potessero apparire come le hai descritte tu, e non riesco nemmeno a capire perché debbano sembrare così, almeno per il momento. Comunque, spero di riuscirci quando porterai quell’apparecchio radiotelevisore nella nostra piccola spedizione.
