
Quegli occhi e quel sorriso non avevano detto niente a Gaby, come le grazie di Cirocco non avevano interessato Gene, il secondo maschio che aveva scelto.
— Cos’è che ti fa sorridere? — le chiese Bill.
— Non ti sembra di avermene date abbastanza ragioni? — ribatté lei, un poco a corto di fiato. La verità era che stava pensando quanto divertenti dovevano essere sembrati loro quattro a Bill, che si era tenuto fuori da quella confusione di corpi. Sembrava che fosse quello il suo stile: si tirava indietro, guardava le cose con distacco, poi interveniva quando la situazione cominciava a diventare deprimente.
Calvin era senz’altro depresso, e lo era anche Cirocco. Si trattasse di inesperienza o dell’infatuazione per Gaby, Calvin non era stato un grande amante. Lei pensava che fossero entrambe le cose. Era un uomo tranquillo, timido, intellettuale. Aveva trascorso quasi tutta la vita a studiare e le preoccupazioni accademiche non gli avevano lasciato molto tempo per divertirsi.
Gaby non lo vedeva nemmeno. Il Modulo Scientifico del Ringmaster era il giocattolo più meraviglioso che una ragazza potesse desiderare. Gaby amava talmente quel lavoro che non aveva esitato ad arruolarsi come astronauta, risultando la prima del suo corso. Odiava viaggiare, ma le piaceva guardare le stelle così da vicino. Quando stava lavorando non s’accorgeva di nient’altro, non s’accorgeva quanto bizzarro fosse Calvin che spendeva tanto tempo quanto lei nello SCIMOD, in attesa dell’opportunità di porgerle una lastra fotografica o un panno per le lenti o la chiave del suo cuore.
Anche Gene era indifferente ai richiami molto espliciti di Cirocco. Continuava a sorridere con quella sua faccia da adolescente e parlava di voli. Quando avessero raggiunto Saturno, sarebbe toccato a lui pilotare il Modulo Escursione Satellite. A Cirocco piaceva volare, ma come donna le interessavano anche altre cose.
