
Accarezzano la luna, coprendosi di luce, schiarendosi a tratti.
"È bella, vero?"
Chicco risponde semplicemente "Sì", senza apprezzare ve-
ramente tutta la bellezza di quella notte. Babi guarda lontano.
Le case, i tetti, i prati ai bordi della città, le file di alti pini, una
lunga strada, le luci di una macchina, i rumori lontani. Se so-
lo potesse vedere meglio, si accorgerebbe di quei ragazzi che
si sorpassano, ridendo e suonando il clacson. Forse ricono-
scerebbe anche quel tipo sulla moto. È lo stesso che l'ha af-
fiancata una mattina mentre andava a scuola. E che si sta av-
vicinando.
Chicco l'abbraccia e le tocca i capelli.
"Sei bellissima stasera."
"Stasera?"
"Sempre."
"Così va meglio."
Babi si lascia baciare.
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Molto più lontano, nella stessa città.
In perfetta divisa bianca, con pochi capelli in testa e suda-
ticcio, un cameriere cicciotto passa tra gli invitati con un vas-
soio d'argento. Ogni tanto una mano spunta da un gruppetto
di persone e s'impadronisce di un cocktail leggero con dentro
qualche pezzo di frutta galleggiante. Un'altra, più veloce, po-
sa un bicchiere vuoto. Sul bordo, tracce di rossetto. Si può ve-
dere perfettamente dove la donna ha bevuto e che tipo di lab-
bra ha. Il cameriere pensa che sarebbe divertente riconoscere
le donne dai singoli bicchieri. Erotiche impronte digitali. Con
questo pensiero stuzzicante rientra in cucina, dove dimentica
ben presto quelle fantasie alla Holmes. La cuoca infatti lo sgri-
da ricordandogli di portare i vassoi con i fritti.
"Cara, stai benissimo."
Nel salotto, una donna dai capelli troppo colorati si gira
