
«Eccolo!» esclamò la bimba, trionfante, girando la cartina per poter leggere meglio. «È il Connecticut. Si chiama come lo Stato!»
«Esatto. E segna il confine fra che cosa?»
Nikki lanciò un’altra occhiata alla cartina stradale. «Separa il Vermont dal New Hampshire.»
«Esatto un’altra volta.» David fece un cenno, indicando davanti a sé. «Ed eccolo là.»
Rimasero tutti e tre in silenzio, mentre la loro Volvo famigliare azzurra, vecchia di undici anni, passava sul ponte.
«Credo che la neve stia ancora sciogliendosi, sulle montagne», osservò David che aveva notato l’acqua scorrere torbida verso sud.
«Le andremo a vedere, le montagne?» chiese Nikki.
«Certo. Le Green Mountains.»
Oltrepassato il ponte l’autostrada prese a curvare gradualmente verso nordovest. Angela domandò: «Adesso siamo nel Vermont?»
«Sì, mamma!» esclamò Nikki con impazienza.
«E quanto manca per arrivare a Bartlet?»
«Non ne sono sicuro», rispose David. «Forse un’ora.»
Un’ora e un quarto dopo, passavano accanto al cartello su cui era scritto: BENVENUTI A BARTLET, SEDE DEL BARTLET COLLEGE e David rallentò imboccando un largo viale chiamato opportunamente Main Street Era fiancheggiato da grandi querce, dietro le quali si intravedevano case bianche in legno dove lo stile coloniale si mescolava a quello vittoriano.
«Sembra uscita da un libro di fiabe», commentò Angela.
«Alcune cittadine del New England sembrano uscite da un film della Disney», osservò David.
Angela rise. «Certe volte mi sembra che le copie ti piacciano più degli originali.»
Proseguendo, notarono che alle case in legno succedevano edifici in mattoni con decorazioni vittoriane. Quelli del centro raggiungevano l’altezza di tre o quattro piani e su ciascuno di essi c’era una targa su cui era riportato l’anno di costruzione. Quasi tutte indicavano la fine del diciannovesimo secolo o l’inizio del ventesimo.
