
"È stata una bella estate, vero Carolina? Ti vedo molto abbronzata e soprattutto molto allegra."
"Sì, prof."
"Ma adesso ricomincia la scuola e questo è l'ultimo anno. E l'ultimo anno vi dovete impegnare... Ma tu lo sai, Carolina, te l'ho sempre detto, c'è un tempo per ogni cosa... vero che lo sai?"
"Certo, prof."
"Ecco, per esempio il vostro tempo qui è finito. Ora dovete andare in classe."
Alis rimette il telefono nella sua Prada ultima versione. Clod si tira su meglio i pantaloni e tutte e tre ci dirigiamo verso la nostra mitica III B.
Eccomi qua, al mio nuovo banco vicino alla finestra. Non è che fuori ci sia questo gran panorama ma almeno viene la luce! Alis e Clod sono accanto a me. Per ora. Perché in classe mia c'è il vizio di far girare i posti ogni due mesi tirando a sorte banchi e file. È un'abitudine che i prof hanno preso in I per farci socializzare di più. E poi niente, appena socializzavi, zacchete, ti cambiavano posto. Comunque ora hanno fatto le file a tre a tre, meno male, a volle capiscono qualcosa anche i bidelli.
Ultimo anno delle medie. Ho un po'"di paura. L'esame? Boh. Più che altro il poi. Però che bello, la prossima estate sarò libera, libera, libera! Senza compiti! Tre mesi tutti come mi pare. Tra un attimo entrerà il prof Leone. Ci chiederà se abbiamo letto i cinque libri che c'aveva appioppato, se abbiamo fatto i temi, se abbiamo finito il libro degli esercizi. E poi come sempre fisserà la data del test d'ingresso. Che palle. Di sicuro domani, così stasera mi tocca di in stare fuori di meno sennò mamma rompe. Guardo di nuovo fuori dalla finestra... vorrei stare sopra quell'albero, lì davanti, appollaiata. A guardare quelli che passano sotto, il traffico, questa scuola, facendo la stecca a chi ora è seduto qui in classe. La finestra. Come la canzone dei Negramaro "se ti porti dietro il mondo, porta dietro pure me".
