"Lore, come lo chiamo io, è un raga dolcissimo. Lo conosco da quando siamo piccoli e ci frequentiamo da sempre anche se ha due anni più di me..." Bevo un po'"di tisana. "Ahia, brucia!"

Alis mi mette la mano sul braccio. "Appunto, lascia stare, vai avanti ! "

Perfino Clod è talmente presa dalla storia che si è fermata con un pezzo di cioccolato a mezz'aria ed è rimasta a bocca aperta a fissarmi. "Sì, dai Caro, vai avanti..."

E così poggio la mia tazza sul serio e sorrido alle mie due amiche dl cuore. "Allora, e dai! Non farti pregare!"

Ok. E in un attimo sono di nuovo laggiù.


Anzio. Agosto. Quasi fine dell'estate. Una grande pineta, Villa Borghese, una strada in mezzo ai boschi piena di foglie, di aghi di pino e di cicale. E poi il caldo di quel sole lungo tutta la giornata. Un'eco lontana, il rumore delle onde del mare.

"È pericoloso qui, vero?"

Avanziamo in gruppo. Siamo in cinque. Stefania, io, Giacomo, Lorenzo e Isabella che da sempre chiamiamo Isabrutta anche perché lo è. Stiamo in mezzo ai viottoli della pineta, dobbiamo camminare nascosti perché non si può oltrepassare la grande recinzione della villa. E invece noi l'abbiamo fatto, abbiamo deciso di correre il rischio, di darci all'avventura. Andiamo a vedere il casello di Villa Borghese.

"Ma è pericoloso..."

"Ma che pericoloso! È che se ci beccano, il guardiano ci fa la multa."

"Sì ma qui in mezzo è pieno di vipere!"

"Ma che! Le vipere non ci sono di sera!"

"come no, è quasi il tramonto e questa è l'ora che escono perché hanno fame!"

"ma no, vi dico di no." Stefania è fissata. Crede di sapere tutto lei. non lho mai sopportata quando fa così. Però sua madre fa una crostata da sogno e per pranzo in spiaggia ce la offre e così ci conviene tenercela buona. Lorenzo guida il gruppo, è il più coraggioso. Giacomo che da sempre, o almeno da quando li conosco, è amico suo, sembra avere più paura di noi, forse perché è più piccolo.



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