
— Quello del Principe Serg, insomma. — L’espressione di Vorkosigan si scurì. — Io… penso che preferirò risiedere a Casa Vorkosigan. Mio padre passa sempre più tempo in campagna, a Vorkosigan Surleau. Non credo che gli importerà se mi prendo il palazzo di città.
— Non posso approvare quest’idea, signore, almeno dal punto di vista della sicurezza. Il palazzo è nel quartiere più vecchio della città. Le strade sono mal frequentate. Sotto quella zona ci sono ben tre livelli di tunnel: la sotterranea, la fognatura e le condotte dei trasporti merci. Inoltre nei pressi sono stati costruiti degli edifici piuttosto alti dai quali è possibile… uh, vedere tutto. Occorreranno almeno sei pattuglie a turno continuato, solo per la sorveglianza di routine.
— Non ha uomini disponibili?
— Be’, sì.
— Casa Vorkosigan, allora. — Il Conte consolò con un sorrisetto il disappunto di Illyan. — Può essere inadatta alla sicurezza, ma è ottima per le relazioni pubbliche. Darà un sapore di… uh solida umiltà alla nuova Reggenza. Dovrebbe contribuire a ridurre la paranoia di palazzo per i colpi di stato.
E le misure di sicurezza nel palazzo in questione, vide Cordelia, non erano poche. La complessa architettura della Residenza Imperiale faceva apparire semplice e umile anche Casa Vorkosigan. Le ampie ali erano a due ed a quattro piani, arricchite di torri, scalinate e terrazze. Aggiunte fatte in epoche diverse s’intrecciavano creando passaggi e cortili intimi, talvolta ben proporzionati, talaltra in contrasto con le aspettative dello sguardo. La facciata di pietra scolpita, volta a oriente, esibiva uno stile pesante ma uniforme. Il lato nord, più severo d’aspetto, era alleggerito dalla presenza di giardinetti ben curati. L’ala occidentale, lungo il parco, era la più antica; quella meridionale la più moderna.
La vettura andò a fermarsi di fronte al porticato a due piani dell’ala sud, e Illyan li precedette oltre una postazione di guardia e su per una larga scala di pietra e marmo fino a uno spazioso alloggio del secondo piano.
