— Benvenuta — dissi, poi le strinsi entrambe le mani e le rivolsi un grande sorriso.

— Ciao. — Sembrava senza fiato. Il suo sorriso cominciò a riprendere colorito. — Come stai?

— Bene. Però mi dispiace andare via, naturalmente. — Feci un sorriso sarcastico, per cancellare ogni traccia di autocommiserazione.

Lei guardò altrove. — Stai per tornare da tua moglie. Non correre troppo. — Sei in anticipo, Jo. Vorrei che fosse già tutto pronto. Ora dovrai entrare e guardare mentre lavoro.

— Ti do una mano.

— Mai, quando sei mia ospite. Siedi, rilassati. — La presi per un braccio e la guidai verso la capanna.

Lei si lasciò sfuggire una risata incerta. — Hai paura che ti sia d’intralcio, Pete? Non ti preoccupare. Conosco queste unità scomponibili — dovrei, dopo tre anni…

Io sono qui da quattro, e questo dopo più di sei anni trascorsi in altre zone selvagge prima di decidere che questa era quella che volevo conoscere a fondo, perché per me era la più splendida di tutte.

— … e hanno solo un posto pratico dove mettere ogni genere di cose — stava dicendo lei. Poi si fermò, obbligandomi a fare lo stesso, scosse lievemente la testa, aspirò a fondo l’aria e il bagliore de! sole. — Per piacere, non voglio metterti fretta. È una serata così bella. Eri all’aperto a godertela.

Sottinteso: E non te ne sono rimaste molte, Pete. Il progetto di documentazione è terminato ufficialmente lo scorso anno. Sei l’ultimo dei pochissimi inviati che siano riusciti ad ottenere il permesso speciale di restare per finire le loro sequenze: e adesso, niente più ritardi, niente più proroghe, la parola d’ordine è «Tutti Fuori».



3 из 14