Mentre stanno per essere sopraffatti dagli Urgali, Eragon e i suoi amici vengono salvati dai Varden, che vivono nel Farthen Dûr, la montagna cava che ospita la capitale dei nani, Tronjheim. Una volta all'interno, Eragon viene condotto al cospetto di Ajihad, il capo dei Varden, mentre Murtagh viene imprigionato a causa dei suoi natali.

Eragon conosce il re dei nani, Rothgar, e la figlia di Ajihad, Nasuada, e la sua mente viene scrutata dai Gemelli, due viscidi stregoni al servizio di Ajihad. Eragon e Saphira impartiscono anche una benedizione a una neonata orfana dei Varden.

All'improvviso giunge la notizia che un esercito di Urgali si sta avvicinando attraverso le gallerie scavate nei monti dai nani. Nella battaglia che segue, Eragon viene separato da Saphira e si trova a combattere Durza da solo. Molto più forte di qualsiasi essere umano, in pochi istanti lo Spettro ha la meglio su Eragon, infliggendogli una profonda ferita che gli solca la schiena dalla spalla fino al fianco. Ma in quel momento Arya e Saphira irrompono nella sala dall'alto - mandando in frantumi il grande Zaffiro Stellato che ne copriva la volta - ed Eragon approfitta dell'attimo di distrazione di Durza per colpirlo dritto al cuore. Liberati dai sortilegi di Durza, gli Urgali si disperdono e vengono ricacciati nelle gallerie.

Nello stato d'incoscienza in cui versa dopo la battaglia, Eragon entra in contatto telepatico con Togira Ikonoka, lo Storpio Che è Sano, che lo invita a raggiungerlo a Ellesméra, la capitale degli elfi, per trovare finalmente una risposta ai suoi molti interrogativi.

Quando Eragon riprende i sensi scopre di avere una terribile cicatrice che gli deturpa la schiena. Sgomento, si rende conto di aver sconfitto Durza per pura fortuna e di avere assoluto bisogno di riprendere il proprio addestramento. Alla fine del Libro Primo, Eragon decide di partire per andare in cerca di Togira Ikonoka per completare la sua istruzione.



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