Passarono quasi sei mesi prima che incontrasse Lillian Gillis. A quei tempi si era guadagnato un altro avanzamento e lavorava dentro, in ufficio. Lo facevano andare alla scuola serale per impratichirsi con la contabilità, ma questo voleva dire altri quindici sacchi in più ogni settimana e poi lavorare al coperto era meglio.

Lillian era splendida. Quando gli disse che accettava di sposarlo, Martin si sentì sicuro che fosse giunto il momento; solo che lei era… insomma, lei era una ragazza in gamba e disse che bisognava aspettare prima di sposarsi. Naturalmente Martin non poteva sposarla fino a che non avesse messo da parte un po’ di soldi e poi un altro scatto in su sarebbe stato proprio benvenuto.

Ci volle un anno. Martin restò paziente, perché sapeva che ne sarebbe valsa la pena. Ogni volta che aveva dubbi tirava fuori il suo orologio e lo guardava. Però non lo fece mai vedere né a Lillian né ad alcun altro. La maggior parte degli altri uomini avevano costosi orologi da polso e il vecchio orologio d’argento da ferroviere aveva proprio l’aria della cosina a buon mercato.

Martin sorrideva guardando il bottone della ricarica. Pochi giri soltanto ed egli avrebbe avuto qualcosa che nessuno degli altri poveri sgobboni avrebbe mai posseduto: la felicità perpetua con una deliziosa mogliettina…

Invece il matrimonio si rivelò soltanto un punto di partenza. Certo, era meraviglioso, ma Lillian gli disse che le cose sarebbero andate molto meglio per loro se avessero potuto cambiare casa e stabilirsi altrove. Martin voleva del mobilio decoroso, un televisore e una bella macchina.

Così cominciò a frequentare dei corsi serali e giunse a una promozione all’ufficio principale. Mentre aspettava un figlio, decise che doveva attendere di vederlo nato. Una volta che il pupo fu arrivato, si rese conto che doveva aspettare che crescesse un po’, che cominciasse a camminare e a parlare, che si facesse una personalità.

A quell’epoca la compagnia lo mandò in giro come ispettore nei vari settori ed egli arrivò a mangiare nei ristoranti di classe, a vivere a un livello superiore, ad avere un conto spese.



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