— Mi pare quantomeno logico che avesse preparato la fuga anticipatamente. Magari aveva un aliante pieghevole nascosto da qualche parte a prua — suggerì Chu. — Non si tratta di una cosa tanto difficile, per un uomo abbastanza atletico. Può benissimo darsi che sia scappato da una finestra.

Più probabilmente, pensò il burocrate, e quel pensiero lo colpì con la forza dell’ineluttabile, era semplicemente riuscito a corrompere il capitano, facendo sì che mentisse per lui. Lui per lo meno avrebbe agito a quel modo, trovandosi nei panni di Gregorian. — Ciò che mi lascia perplesso — disse per mascherare il suo sospetto — è che Gregorian si sia dato tanto da fare per scoprire ciò che sapevamo su di lui. Non vale la pena di correre un rischio simile per quelle poche informazioni.

Bergier fece una smorfia in direzione dei suoi schermi, senza dire nulla. Toccò un comando, e un motore cambiò timbro, emettendo un suono più profondo. Molto lentamente, la nave iniziò a virare.

— Probabilmente voleva solo tormentarvi — disse Chu. — Semplicemente questo.

— Vi pare una cosa probabile? — domandò il burocrate con tono dubbioso.

— I maghi sono capaci di fare qualsiasi cosa. Non è facile seguire i loro ragionamenti. Ehi! Magari si trattava proprio di Gregorian in persona! Indossava persino i guanti…

— Fotografie di Gregorian e del nostro impersonatore — disse il burocrate. — Primo piano e profilo di entrambi. — Estrasse le copie dalla sua valigetta, le scrollò un attimo per asciugare l’umidità, quindi le sistemò una accanto all’altra sul pannello di comando. — No, guardate qui. È assurdo persino contemplare la sola ipotesi. E poi che cosa c’entra il fatto che indossasse i guanti?



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