
Chu osservò attentamente le due foto, paragonando la figura alta e massiccia di Gregorian con quella esile del suo impersonatore. — No — assentì infine. — Basta guardare le facce. — Gregorian emetteva una specie di oscura energia animale, persino in fotografia. Più che a un uomo assomigliava a un minotauro; la sua mascella era talmente robusta e le sue sopracciglia talmente folte che il suo aspetto complessivo trascendeva da qualsiasi considerazione di bruttezza, comunicando invece qualcosa di assai più profondo. Era quel genere di volto che poteva apparire brutto in stato di riposo, ma che si accendeva improvvisamente di bellezza al minimo accenno di sorriso, o anche semplicemente per una strizzatina d’occhio. Un volto simile non avrebbe mai potuto nascondersi dietro alla rosea rotòndità di quello del falso Chu.
— Il nostro intruso indossava i guanti perché era un mago. — Il tenente Chu agitò le dita. — I maghi si fanno tatuare le mani, aggiungendo un nuovo segno per ogni parte della dottrina che apprendono, iniziando dal dito medio e salendo verso il polso. Un grande stregone può averne fino ai gomiti. Serpenti, lune e cose simili. Se aveste visto le sue mani, non lo avreste mai scambato per un ufficiale del Piedmont.
Bergier si schiarì la gola, aspettando che si fossero voltati entrambi prima di parlare. — Con la tecnologia che voi ci negate, questa nave potrebbe operare con un solo uomo ai comandi. Un uomo solo potrebbe occuparsi di tutte le operazioni, dal carico dei bagagli fino alle pubbliche relazioni, senza bisogno di nessun componente di equipaggio.
— E quella stessa tecnologia renderebbe inutile il vostro stesso lavoro — osservò il burocrate. — Pensate forse che il vostro governo pagherebbe tutti i soldi che occorrono per una nave di lusso come questa se potessero avere a disposizione una flotta di rapide e economiche navette anti-atmosferiche?
