— Ma una cosa simile non dovrebbe essere nemmeno possibile — disse Chu con un sorriso beffardo. — L’embargo della Tech Trans non era forse assoluto?

— Sono cose che capitano.

— E che cosa è stato rubato, esattamente?

— Mi dispiace.

— Qualcosa di importante, eh? — Chu assunse un’espressione pensierosa, quindi fece schioccare la lingua. — Be’, ma che cosa ne sappiamo dell’uomo stesso?

— Sorprendentemente poco. Il suo aspetto fisico, naturalmente, un’impronta genetica e una serie di profili per richieste di autorizzazione. Qualche intervista a persone a lui vicine. A quanto pare non aveva alcun vero amico, e non parlava mai con nessuno del suo passato. Vedendo la cosa in retrospettiva, appare evidente che si è mantenuto al coperto il più possibile. Probabilmente aveva già programmato il furto da anni.

— Avete un dossier su di lui?

— Una copia del dossier di Gregorian — disse il burocrate. Aprì la sua valigetta, estrasse l’articolo in questione, gli diede una scrollatina per asciugarlo.

Chu si protese in avanti con aria incuriosita. — Che altro avete lì dentro?

— Nulla — rispose il burocrate. Inclinò la 24 ore per mostrargli che era vuota, quindi gli passò il dossier. Era stato stampato nel formato white lotus che andava tanto di moda in quel periodo nei mondi alti, ed era stato ripiegato in un quadrato delle dimensioni di un fazzoletto.

— Grazie. — Chu si portò il dossier sopra la testa e girò la mano. Il foglio di carta scomparve. Girò nuovamente la mano, mostrandone entrambi i lati per far vedere che era vuota.

Il burocrate sorrise. — Rifatelo.

— Oh, la prima regola della magia è di non rifare mai lo stesso trucco due volte di fila. Il pubblico sa già che cosa aspettarsi. — I suoi occhi lampeggiarono in maniera insolente. — Ma mi piacerebbe mostrarvi un’altra cosa.



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