«Non solo stasera» intervenne una delle altre due donne. «Ezechiele Giosuè Tubber è sempre la Voce della Verità. Il maestro che indica la via di Elisio.»

«Chiunque può diffondere la verità, Martha» la corresse Nefertiti con dolcezza.

«Io comincio a non capire più niente» disse Helen. «Comunque, entriamo a vedere il grande spettacolo.»

Ed Wonder strinse la mano che la ragazza gli aveva teso. La stretta era energica e morbida insieme, e gli procurò una sensazione sconcertante. «Nefertiti, eh?» chiese. «Le sta a pennello.»

La giovane Tubber probabilmente non capì l’allusione. Li seguì con lo sguardo, sorridendo, mentre entravano sotto la tenda, Helen avanti, Ed dietro. Helen si sedette senza esitazione in prima fila, e lui dedusse che doveva proprio aver già bevuto prima del loro incontro. Ed avrebbe preferito sedersi nell’ultima fila.

Il raduno era già cominciato da qualche minuto, e inizialmente i nuovi venuti fecero un po’ di fatica a capire di cosa stesse parlando il predicatore. Mentre aiutava Helen a togliersi il cappotto e a sistemarsi sulla sedia pieghevole di legno, un po’ traballante, Ed Wonder fece mentalmente una serie di scongiuri. Anche se le poche decine di persone presenti non avevano l’aspetto di fanatici tipo al-rogo-la-strega, tuttavia si augurò che filasse tutto liscio. Un raduno di proselitismo religioso era l’ultimo posto in cui avrebbe voluto fare gazzarra.

Parlando più piano di un suggeritore che sussurra le battute dalla sua buca sul palcoscenico, Helen disse: «Con quella barba che pare la celata di un elmo, assomiglia più ad Abramo Lincoln che a un predicatore.»

Ed la zittì. «Sst! Stiamo a sentire quello che dice.»

Anche uno spettatore dietro a loro fece sttt!. Helen si girò di scatto e lo fulminò con un’occhiata.



14 из 219