La ragazza che si era presentata come Nefertiti Tubber arrivò di corsa dalla tenda più piccola.

«Che cosa… Ho sentito mio padre…»

Helen la interruppe. «Calma, tesoro. Non è niente.»

Anche Ed disse la sua. «Le consiglio di tenere d’occhio suo padre. Un giorno o l’altro potrebbe esplodere.» Esaminò la ragazza dalla testa ai piedi con ammirazione.

La ragazza ancora ansimante riprese: «Ho sentito la sua voce così carica d’ira…»

Helen sbadigliò. «Ha un modo di parlare colorito quasi quanto il suo, tesoro. Si è solo scaldato un po’, tutto qui.»

«Sì, signorina Fontaine, ma mio padre non dovrebbe mai adirarsi. Lui è la Voce della Verità.»

Helen la osservò corrugando la fronte. «Come fa a sapere il mio nome?»

Nefertiti stava per rispondere, ma richiuse subito la bocca arrossendo fino alla radice dei capelli.

«Oh, santo cielo!» esclamò Helen ridendo. «La ragazzina sa arrossire. Erano anni che non vedevo più nessuno arrossire.»

«Già» disse Ed. «Come fa a sapere il nome di Helen?»

La ragazza rispose a voce bassa: «…Ho visto la sua fotografia sui giornali, signorina Fontaine.»

La guardarono tutti e due, Helen scoppiò a ridere di nuovo. «E così, mentre papà maledice la moda e i cosmetici, la figliola segue la cronaca mondana e sospira piena di desiderio.»

Il rossore si fece più intenso. «Oh, no… no…»

«Oh, sì, invece, tesoro mio. Ci scommetterei un milione.» Helen si rivolse a Ed. «Andiamo, Piccolo Ed. Sto morendo di sete. Ho bisogno di scaldarmi lo stomaco.» E si avviò verso l’aeromobile.

Prima di seguire Helen, Ed si voltò verso la ragazza e le disse: «Mi dispiace che suo padre si sia scaldato. Aveva fatto un bel discorso. È un uomo sincero. E io, nel mio lavoro, ho incontrato un mucchio di imbroglioni.»

Ed ebbe l’impressione che Nefertiti non fosse abituata a parlare con gli uomini. Per lo meno non a quattr’occhi. La ragazza parlò tenendo gli occhi bassi. «Immagino che ne abbia incontrati tanti, signor Wonder.» Si voltò rapidamente e tornò nella tenda.



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