Ed notò con la coda dell’occhio Helen che stava tornando e piroettò sullo sgabello per aiutarla a sedersi. Aprì la bocca per parlare ma non gli venne in mente niente da dire, perciò la richiuse.

Buzz De Kemp, voltato dall’altra parte, non l’aveva vista arrivare. «Piccolo Ed» disse «che cos’è questa tresca di cui sento parlare, di te che cerchi di succhiare il sangue a una sgualdrinella dell’alta società? Mi è stato detto che stai facendo di tutto per sposare la figlia del padrone. Ti sei stufato di lavorare, eh? Possibile che lei non abbia nemmeno un amico sincero?»

Ed Wonder chiuse gli occhi, con un’espressione di muta agonia dipinta in faccia.

Helen abbassò il suo sguardo aristocratico lungo la linea del naso e fissò il cronista. «Che cos’è?» chiese a Ed, invece di chi è?

Ed fece un grugnito. «Signorina Fontaine, ho il piacere di presentarle Buzz De Kemp, del “Times Tribune”. Ammesso che ci lavori ancora. Buzz… la signorina Helen Fontaine.»

Buzz scosse la testa. «Pfui! lei non può essere Helen Fontaine. Quella è una vamp. Acconciature all’ultimo grido, trucco che ci vogliono due ore per impiastrarselo sulla faccia. Ho visto tante fotografie di Helen, e…»

Helen guardò Ed. «Mi sono lavata la faccia e legata i capelli per sentirmi più a mio agio» disse, sulle difensive. «Quella tenda doveva essere piena di pulci. Sentivo un gran prurito dappertutto.» Prese il bicchiere colmo di Travalica e se lo versò in gola d’un fiato, senza piegare il polso e buttando la testa all’indietro.



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