«Le assicuro, signor Wonder, che sarei felice di accontentarla, ma non servirebbe a niente. Ammesso che gli altri clienti rimangano, accenderebbero subito le radioline portatili. Non c’è quasi più nessuno che esca di casa senza almeno un transistor. Normalmente hanno anche il televisore tascabile.»

Una voce nuova intervenne nella conversazione. «To’, il Piccolo Ed Wonder!»

Ed si voltò. «Salve, Buzz! Cosa fa da queste parti il diabolico cronista? E dimmi: come riesci a conservare il posto al giornale, se ti vesti come uno straccione e sei sempre ubriaco, ventiquattrore su ventiquattro?»

«Solo qualche volta, Piccolo Ed, non sempre» disse l’altro. «Dave, che diresti di una vodka? E la segni sul polsino della camicia, naturalmente.»

Dave Zeiss reagì prontamente. «Signor De Kemp, se dovessi sempre segnare sul polsino quello che beve, tutte le mie camicie sarebbero nere fino al gomito.»

«Hai sentito?» chiese scandalizzato a Ed. «Tutto quello che un buon bevitore vorrebbe da un barman è un po’ di gentilezza. Sono il miglior cliente di questo spaccio di gin. Pago i conti fino all’ultimo spicciolo, appena riscuoto lo stipendio. E che cosa mi fa questo barman quando la lingua mi pende dalla bocca arsa come una cravatta rossa? Si prende gioco di me. È colpa mia se sono un cattivo amministratore delle mie sostanze? Sono l’unica persona di mia conoscenza capace di entrare in una porta girevole e uscirne dall’altra parte con tre dollari in meno.»

«Signor De Kemp, lei è il miglior cliente di ogni bar di Kingsburg» ribatté Dave, seccato. «Non solo di questo.» Quindi prese le tazze di rame e gli ingredienti necessari per fare una buona vodka alla moscovita.

«Ma di cosa sono fatti quegli zampironi che ti metti in bocca?» chiese Ed arricciando il naso.

De Kemp si tolse di bocca l’oggetto incriminato e lo fissò con sguardo amorevole. «Questo non è uno zampirone, è un vero sigaraccio da duro. Quando ero bambino ho visto Tyrone Power giocare a poker con un baro del Mississippi tenendo in bocca uno di questi zampironi. Non me ne sono mai dimenticato. In me si è perso l’ultimo grande baro da battelli del Mississippi, Piccolo Ed. Avevo lo spirito adatto per diventarlo. È una maledetta vergogna che i battelli a pale siano scomparsi da tutti i nostri fiumi.»



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