«Non tocca a me chiedere spiegazioni. Comunque lo spirito eterno conosce vie misteriose.»

«Adesso, un’ultima domanda. In questa trasmissione, abbiamo già avuto due o tre casi di reincarnazione. Nelle persone che pretendono di essere… rinate, mi ha sempre colpito un particolare: non si tratta mai del giardiniere che innaffiava le piante di melone nel giardino di Tamerlano, ma sempre di Tamerlano in persona. Non la serva della gleba che spazza il focolare a Mosca, ma invariabilmente la grande Caterina. Come mai voi reincarnati siete sempre stati dei pezzi grossi, nel passato?»

Miller incassò la frecciata con lo stesso atteggiamento con cui era solito incassare tutto: calmo, dignitoso e con una sincerità apparentemente genuina che, secondo Ed, gli ascoltatori più sprovveduti probabilmente prendevano per oro colato.

«Potrei citarle il caso di Bridey Murphy.»

«Touché!» esclamò Ed allegramente. «Mi ha colto in fallo. Amici, ricorderete certamente che, nel 1956 o giù di lì, tutto il Paese si appassionò alle vicende di quella signora del Colorado la quale, in stato di trance ipnotica, riviveva l’esistenza di una pastorella irlandese della seconda metà del Diciottesimo secolo.»

Il telefono sul tavolo si mise a suonare. Ed Wonder sollevò il ricevitore.

Era Dolly. «È in linea il professor Dee, Piccolo Ed. Vorrebbe fare qualche domanda al tuo ospite.»

Ed fece un cenno a Jerry in cabina di regia.

«Cari ascoltatori» annunciò poi al microfono «abbiamo al telefono il professor Varley Dee. I più assidui tra voi lo ricorderanno certamente. Insegna Antropologia alla nostra università, e ha preso parte a questo programma, in qualità di esperto, almeno cinque o sei volte.



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