
«Sono pronto a rispondere a qualsiasi domanda» fu la risposta tranquilla di Miller.
«Avanti, allora. È ancora lì, professore?» chiese Ed Wonder al telefono.
Sì sentì la voce ineguale di Varley Dee. «Signor Miller, ha detto di essere stato Alessandro il Grande. Se è vero, dovrebbe ricordare con precisione la battaglia di Isso, la più famosa vittoria di Alessandro.»
«La ricordo come se fosse avvenuta ieri.»
«Non ne dubitavo» commentò Dee in tono sarcastico. «Mi dica, dunque: dove si trovava Tolomeo durante la battaglia?»
«Chi?»
«Tolomeo, Tolomeo. Colui che divenne il capostipite della dinastia macedone in Egitto, l’antenato di Cleopatra.»
«Ah!» esclamò Reinhold schiarendosi la gola. «La sua pronuncia è difettosa. Tolomeo…»
«Ho studiato greco antico per otto anni» lo interruppe il professor Dee, con voce tagliente.
«…combatteva all’ala sinistra.»
«Un accidente!» sbottò Dee. «Tolomeo era…»
«Signori, signori» ammonì Ed gentilmente «ricordatevi che siamo in diretta.»
«…uno dei fedelissimi e combatteva al fianco di Alessandro insieme a Clito e a tutti gli altri…»
«Sciocchezze!» lo rimbeccò Miller. «Deve averlo letto in qualche stupido libro di storia. So io dove combatteva. Chi può saperlo meglio di me? Ero là!»
Jerry si era rimesso a fare segni a Ed dalla cabina di regia. Il tempo a disposizione era scaduto.
Ed voleva interrompere la conversazione telefonica, ma proprio in quel momento Dee stava parlando. «È vero, devo ammettere che io invece non mi trovavo là. Tuttavia, alcuni di questi storici che lei insulta, compreso Tolomeo che ha lasciato una descrizione della battaglia, c’erano. Comunque, ho pronta un’altra domanda. Rimaniamo pure a Tolomeo. Qual era il suo cognome?»
