
«Questo era l’accordo, infatti.»
Ed Wonder aveva già in mano la penna. «Mi guardi bene in faccia, Miller» disse. «Questo è un programma per gente strampalata, d’accordo. Gente che racconta di aver visto piccole creature verdi saltare fuori da dischi volanti, chiaroveggenti, medium, negromanti, zingari, streghe d’ogni genere. Ce n’è stato perfino uno che giurava di essere stato un lupo, da giovane.» Mentre parlava, Ed continuava a scrivere rapidamente. «Però voglio dirle una cosa. La maggior parte di questa gente è sincera. Per quanto ne so io, può darsi che alcuni di loro siano quello che effettivamente sostengono di essere. In questo programma, abbiamo vedute molto larghe.»
«Io… io non capisco dove vuole arrivare, signor Wonder.»
«E io invece credo che lo capisca benissimo. Quando le ho offerto di venire alla radio promettendole cinquanta dollari e il rimborso spese per il disturbo, credevo che fosse veramente convinto, a ragione o a torto, di essere vissuto nel passato in varie reincarnazioni.» Ed Wonder fece un verso di disprezzo. «Chiunque è in grado di leggere qualche notizia su personaggi storici come Alessandro, Annibale e Ney» concluse.
Le labbra di Miller erano serrate ed esangui.
«Lei non ha il diritto di parlarmi in questo modo. Sono venuto qui in buona fede» protestò.
«E anche perché le faceva gola intascare cinquanta dollari senza fatica, vero? Però l’imbroglio è saltato fuori: non è stato capace di rispondere alle domande del professor Dee. Nella sua qualità di storico aveva letto molto più di lei su Alessandro e i suoi amici.»
