
Almeno, lo saprò per quanto riguarda me. Cosa che, a pensarci bene, è l’unico aspetto della determinazione dell’universo al quale la maggior parte di noi è interessata.
Nel frattempo, mangio e dormo e produco rifiuti e respiro e seguo l’intero rito quotidiano di ciò che si può in definitiva dimenticare. Ecco l’ironia: in questo preciso momento, io vivo… se "vivere" è la parola esatta… solo per ricordare. E per scrivere di ciò che ricordo.
Se leggi questo scritto, quasi certamente lo leggi per la ragione sbagliata. Ma, come tanto spesso accade nella vita, la ragione per fare una cosa non ha importanza. Rimane l’azione compiuta. Alla fin fine, contano solo due fatti immutabili: io ho scritto queste pagine e tu le leggi.
Da dove iniziare? Da lei? Lei è la persona di cui tu vuoi leggere e l’unica che io desidero ricordare su tutto e su tutti. Ma forse dovrei iniziare dagli eventi che mi condussero a lei e poi qui, attraverso gran parte di questa galassia e oltre.
Inizierò dall’inizio… dalla mia prima sentenza di morte.
2
Mi chiamo Raul Endymion. Sono nato sul pianeta Hyperion, nell’anno 693 del calendario locale, o nell’a.D. 3099 secondo il conteggio pre-Egira, o ancora, come molti di noi calcolano il tempo nell’era della Pax, 247 anni dopo la Caduta.
Si disse di me, quando viaggiavo con Colei Che Insegna, che fui un pastore: ed è vero. Quasi. La mia famiglia si guadagnava da vivere con la pastorizia itinerante nelle brughiere e nelle praterie delle regioni più remote del continente Aquila, dove fui allevato; e talvolta, da bambino, badavo alle pecore. Ricordo con piacere quelle placide notti sotto il cielo stellato di Hyperion. A sedici anni (secondo il calendario locale) scappai di casa e mi arruolai nella Guardia Nazionale controllata dalla Pax.
