— Ma… — Trevize alzò un braccio indicando con un gesto ampio e vago il mondo circostante.

Parlando d’un fiato, Pelorat sbottò: — Voglio venire con te.

Trevize rimase allibito. — No, non parli seriamente, Janov. Tu hai Gaia, adesso.

— Tornerò su Gaia un giorno, ma non posso lasciarti partire da solo.

— Certo che puoi. So badare a me stesso.

— Senza offesa, Golan, ma tu non sai abbastanza. Sono io l’esperto di miti e leggende: posso guidarti.

— E abbandonerai Bliss? Via, non…

Un lieve rossore soffuse le gote di Pelorat. — In realtà, non è mia intenzione farlo, comunque lei ha detto…

Trevize corrugò la fronte. — Per caso, non starà cercando di sbarazzarsi di te, Janov? Mi aveva promesso…

— No, non capisci. Per favore, ascoltami, Golan. Ah, hai il brutto vizio di infiammarti e balzare alle conclusioni prima che gli altri abbiano finito di parlare. È una tua caratteristica, lo so, e d’altro canto pare che io incontri una certa difficoltà nell’esprimermi in modo conciso, ma…

— D’accordo — disse Trevize garbatamente — adesso dimmi pure quel che abbia in mente Bliss, nel modo che preferisci, ed io ti prometto che sarò paziente.

— Grazie, e dal momento che sarai paziente, credo di poter venire subito al dunque. Ecco, vuole venire anche Bliss.

— Bliss vuole venire? — disse Trevize. — No, sto infiammandomi di nuovo… Non mi infiammerò… Allora, Janov, perché Bliss vuole partire con noi? Te lo sto chiedendo senza urlare.

— Non me l’ha detto. Ha detto che vuole parlarti.

— Allora, come mai non è venuta di persona, eh?

— Penso… dico, penso… che sia convinta di non riscuotere le tue simpatie, Golan, e che esiti ad avvicinarsi a te. Ho fatto del mio meglio, vecchio mio, per assicurarle che tu non abbia nulla contro lei. Stento a credere che qualcuno possa giudicarla in modo men che positivo. Eppure, Bliss ha voluto che fossi io ad intavolare la discussione con te. Posso riferirle che sei disposto ad incontrarla, Golan?



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