
L’interfono tornò a ronzare, e il Presidente premette il pulsante.
— È in linea il Segretario di Stato Williams, signor Presidente.
Wilson si alzò per andarsene. Il Presidente sollevò la cornetta del telefono, ma prima di rispondere disse a Wilson: — Resta a portata di mano.
— Non dubitate — rispose l’altro.
4
Tutte le spie luminose del telefono di Judy erano accese. Lei stava parlando pacatamente al microfono. Il bordo della sua scrivania era inghirlandato di appunti.
Quando Wilson entrò nell’ufficio, Judy smise di parlare, mentre le spie luminose continuavano ad accendersi e a spegnersi.
— L’atrio è pieno — disse Judy. — C’è un messaggio urgente da parte di Tom Manning. Dice che è importantissimo. Devo chiamarlo?
— Continua il tuo lavoro — disse Wilson. — Lo chiamo io.
Andò a sedersi alla sua scrivania e prese il telefono.
— Tom, qui Steve. Judy dice che è importante.
— Credo di sì — disse Manning. — Molly ha pescato un tizio che a quanto pare è uno dei capi di quelli arrivati in Virginia. Non so quali siano le sue credenziali, posto che esistano, ma sta di fatto che vuole parlare col Presidente. Dice che è in grado di spiegare. Anzi, insiste sul fatto di parlargli per dare una spiegazione.
— Ha parlato con Molly?
— Un po’, ma non di cose importanti.
— E deve proprio parlare col Presidente?
