
— Cosa c’è, adesso?
— Mi ha l’aria che stai camminando sul filo del rasoio. Stai trattenendo delle informazioni di vitale importanza.
— Non ho nessuna informazione.
— Diciamo allora una fonte d’informazioni vitale. Come non bastasse, trattieni quel tizio contro la sua volontà.
— Non lo tratteniamo per niente. È lui che ci sta appiccicato. È convinto che siamo i soli capaci di farlo arrivare alla Casa Bianca.
— Be’, e voi glielo impedite, rifiutandovi di accondiscendere alla sua richiesta. Non ne sono sicuro, ma è probabile che quell’uomo sia l’equivalente di un nostro ambasciatore. Tu vuoi metterti nei guai, Tom.
— Senti, Steve, non cercare di voltare le carte in tavola a questo modo. Siamo amici da tanto tempo…
— Lascia che ti dica una cosa, Tom. L’amicizia non c’entra. Non posso accontentarti, punto e basta. Sono sicuro che nel giro di un’ora potrei ottenere un mandato di comparizione.
— Non crederai di metterla su questo tono.
— Parla col tuo avvocato. Io aspetto che mi richiami.
Sbatté il ricevitore sui supporti e si alzò.
— Cosa c’è? — domandò Judy.
— Tom cercava di bidonarmi.
— Ma tu sei stato molto duro con lui.
— Accidenti, Judy, non potevo fare diversamente Nel mio lavoro non si può scendere a patti.
— Quelli là fuori cominciano a dar segni d’impazienza, Steve.
— E va bene, falli entrare.
Entrarono ordinatamente, sistemandosi nei loro posti abituali, e Judy chiuse la porta.
— Non c’è niente per noi, Steve? — domandò uno dei giornalisti.
— Nessuna dichiarazione — disse Wilson. — Proprio niente, sul serio. Tutto quel che posso dirvi è che vi terremo informati non appena sapremo qualcosa. Ho lasciato un quarto d’ora fa il Presidente che ne sapeva quanto voi. Appena avrà delle informazioni valide, farà una dichiarazione. L’unica cosa che posso dirvi, ora come ora, è che l’esercito sta provvedendo per fornire riparo e viveri a quella gente. È una misura d’emergenza, chiaro. In seguito verrà attuato un piano più organico a cui parteciperanno vari dicasteri.
