Per un attimo Daniela vorrebbe dirle tutto. La sua decisione

importante e soprattutto irrevocabile. Poi ci ripensa. Capisce che

sarebbe finita.

"Certo, mamma, hai ragione."

Tanto non vale la pena discutere con lei. Si sorridono. Poi

Raffaella

guarda il pendolo in salotto.

"Oh, non c'è niente da fare. Avevo chiesto a tuo padre di tornare

prima che dobbiamo andare dai Pentesti che abitano all'Olgiata.

Mai una volta che mi facesse felice..."

Capitolo 3.

"Stefano! " Dritto di fronte a me, al centro della strada, c'è mio

fratello. Sorrido. "Ciao Pa'." Mi fa piacere vederlo. Quasi mi

emoziono,

ma riesco a non farlo vedere più di tanto.

"Allora, come stai? Non sai quanto t'ho pensato."

Mi abbraccia forte. Mi stringe. Mi fa piacere. Per un attimo mi

ricordo l'ultimo Natale che abbiamo passato insieme. Prima che

partissi. E quella pasta che aveva preparato e che pensava che non

mi piacesse...

"Allora... Ti sei divertito giù in America, eh?"

Mi prende di mano una valigia. Naturalmente la più leggera.

"Sì, sono stato bene, giù in America. Ma perché giù?"

"Boh, è un modo di dire."

Mio fratello che conosce i modi di dire. Certo che sono proprio

cambiati i tempi. Mi guarda felice, sorride. È sereno. Mi vuole

bene sul serio. Ma non mi somiglia pe' niente. Mi fa pensare a

Johnny Stecchino.

"Be', che hai da ridere?"

"No, niente." Lo guardo meglio. Tutto tirato, camicia nuova,

perfetta, pantaloni leggeri sul marrone scuro, con risvolto in

fondo,

giacca a quadretti e finalmente...

"Ehi, Paolo, hai perso la cravatta?"

"Be', d'estate non me la metto. Ma perché, sto male?"



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