
dentro e quasi mi diverte offendere i principi di quella donna.
Mia madre ha tradito mio padre. Io l'ho beccata con quello che
abitava
di fronte a noi. Quasi non ci crede. La notizia l'ha messa
totalmente
a suo agio. L'aereo? Neanche si ricorda che sta in aereo. Mi
fa mille domande... Non faccio quasi in tempo a starle dietro.
Come
mai piace così tanto sguazzare nelle cose degli altri? Argomenti
piccanti,
particolarità vietate, atti quasi oscuri o peccati piacevoli.
Forse
perché così, solo ad ascoltarli, non ci si sporca. La signora
sembra
godere e soffrire del mio racconto. Non capisco se è vero, né mi
interessa. Le dico tutto e senza problemi. La mia violenza
sull'amante
di mamma, i miei silenzi a casa, non aver mai svelato niente a mio
padre e a mio fratello. E poi il processo. Mia madre seduta lì, di
fronte
a me. Lei in silenzio, lei che non ha avuto il coraggio di
ammettere
quello che aveva fatto. Lei che non è riuscita a barattare il suo
tradimento
per giustificare la mia violenza. E io lì, sereno, quasi a ridere
del giudice che mi incolpava di un atto per me così naturale:
massacrare uno stronzo che ha violato il ventre della donna che mi
ha generato. La signora mi guarda a bocca aperta. Signora, guardi
che lo possiamo dire in mille modi... Ma un conto è scherzare come
ha fatto Benigni quando è saltato sulla Carrà. Qui invece si
trattava
di mia madre. La signora se ne rende conto. Improvvisamente torna
seria. Silenzio. Allora cerco di sdrammatizzare.
"Come direbbe Pollo, a me Beautiful mi fa una pippa! "
Invece di scandalizzarsi lei ride, ormai è complice: "E poi?" mi
