Larry Niven

I figli di Ringworld

Prefazione

Il Ringworld, il Mondo Anello, ha grosso modo la stessa massa di Giove. Ha la forma di un anello chiuso, lungo 600 milioni di miglia, con un diametro di un milione di miglia, perciò un po’ più grande dell’orbita della Terra, ed è spesso alcune miglia. Circonda una nana gialla. Il suo spin, di 770 miglia al secondo, è sufficiente a dargli una forza centrifuga quasi pari alla gravità terrestre. Il muro lungo i bordi, alto mille miglia, basta a trattenere l’atmosfera per milioni di anni.

Molto altro deriva da questi assunti basilari.

La superficie interna è un habitat vasto tre volte la superficie del pianeta Terra. La topografia è, alla lettera, un’opera d’arte, scolpita da chi ha costruito la struttura, in modo che dal di sotto il Ringworld assomiglia al retro di una maschera.

Un anello interno di quadrati delle ombre blocca il sole e fornisce periodi di notte, altrimenti sarebbe sempre mezzogiorno. Un sistema di tubi passa dal fondo degli oceani, sotto il pavimento del Ringworld, alla parte posteriore del muro del bordo, e lo scavalca per riciclare la fanghiglia del fondo marino (detta anche flup) in montagne di drenaggio. Sul muro del bordo ci sono enormi jet di assetto, statoreattori Bussard che usano come combustibile il vento solare di protoni e contrastano l’innata instabilità del Ringworld. Due vasti oceani salati fungono da riserva per la vita marina e includono mappe di parecchi pianeti in scala uno a uno. Il pavimento del Ringworld è di un materiale d’inusitata robustezza, detto scrith, dotato di altre insolite proprietà.

Il sole stesso è coinvolto nella difesa dalle meteore. Una rete di superconduttori incastonata nel pavimento del Ringworld genera in una eruzione solare un effetto laser supertermico. Perciò ogni meteorite che colpisce il Ringworld, come quello che creò la montagna Pugno di Dio, generalmente cozza verso l’alto da sotto.



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