Alcuni particolari sono indizi sulla natura dei Costruttori. La pletora di porti e di fiordi, nonché gli oceani poco profondi, fanno pensare a una razza che usa solo la superficie dell’oceano.

Le forme di vita più sgradevoli (zanzare, mosche, sciacalli, squali, pipistrelli vampiri) non esistono. Ominidi si sono trasferiti in alcune di queste nicchie ecologiche. I Costruttori non erano ecologisti, erano giardinieri.

Gli abitanti sono una sorprendente varietà di ominidi, alcuni dotati d’intelligenza, altri no. Riempiono le nicchie ecologiche che sulla Terra sono occupate da quasi ogni mammifero, ma in particolare dalle forme di vita più pericolose, come se l’antenato dell’umanità, l’Homo habilis, sia stato tenuto al sicuro fino al raggiungimento di centinaia di miliardi di individui e poi abbandonato a mutazioni senza fine.


Non si conosce il Ringworld finché non ci si rende conto delle sue dimensioni.

Dopo l’uscita del libro, un mio amico voleva costruire un modello in scala per una futura convention. Usando una bilia azzurra per rappresentare in scala la Terra, per il Ringworld serviva un nastro largo un metro e mezzo e lungo 800 metri. L’albergo non era abbastanza grande.

Un tizio che ha provato a mappare il Ringworld mi ha detto d’essere rimasto molto presto senza spazio nel computer. È incappato in troppe potenze di dieci.

David Gerrold parla di una classe di romanzi definiti “L’enorme esagerazione”. Oggi con essi si può riempire uno scaffale di buone dimensioni. Incontro con Rama di Arthur C. Clarke e Sfera orbitale di Bob Shaw rientrano in quella classe, al pari del mio Marte, un mondo perduto.

Ma Ringworld (Burattinai nel cosmo) viene prima, è stato pubblicato nel 1970.

Poteva risultare ridicolo, il Ringworld. Troppo grande, troppo improbabile. Il suo spin avrebbe distrutto qualsiasi materiale usato per la struttura. Aspettai con un certo timore le recensioni.



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