
Non sentì le dame che la cercavano; non era vicina quando, spaventate, riferirono al maggiordomo che era scomparsa; solo quando il cielo si stava arrossando, e i soldati la trovarono che si bagnava i piedi ai bordi di una grande pozza d’acqua, solo allora si ricordò del suo gioco a nascondino. I soldati la presero e la portarono attraverso la foresta fino alla parte sicura del giardino, dove aveva giocato. Qui vide le tre donne che non l’avevano sorvegliata bene, nude e legate a terra, con la schiena, le cosce e le natiche insanguinate per i colpi di frusta. Si impaurì. — Picchieranno anche me? — chiese.
— No, non te — disse il soldato che la portava. — Mai. Re Nasilee è tuo padre. Quale uomo oserebbe sollevare la frusta contro di te?
Così fu che Asineth imparò che la figlia del Re non può sbagliare.
La lezione di Asineth sull’amore e sul potere
L’amante favorita di Re Nasilee era Berry, e Asineth amava Berry con tutto il cuore. Berry era flessuosa e bellissima. Quando era nuda, era esile e scattante, come un cane da corsa, e tutti i suoi muscoli si muovevano con grazia sotto la pelle. Quando era vestita era eterea, lontana dal mondo come uno sprazzo di sole, e altrettanto bella. Asineth andava da lei ogni giorno, per parlarle, e Berry, bella com’era, perdeva tempo ad ascoltare la bambina, e tutte le sue storie del palazzo, e tutti i suoi sogni e i suoi desideri.
— Vorrei essere come te — le disse Asineth.
— E perché vorresti essere come me? — chiese Berry.
— Sei così bella.
— Ma fra pochi anni la mia bellezza svanirà, e il Re tuo padre mi metterà da parte con una pensione, come una governante o un soldato.
— Sei così saggia.
— La saggezza è nulla senza il potere. Un giorno tu sarai Regina. Tuo marito regnerà su Burland perché è tuo marito, e tu avrai il potere, e a questo punto non avrà più importanza se sei saggia.
