
— Un Re debole deve essere ciò che altri Re sono stati; un Re forte è se stesso, e da quel momento il significato del nome di Re è cambiato. — Le parole avrebbero potuto essere di Berry, perché Berry comprendeva queste cose, e Asineth ancora capiva solo vagamente ciò che voleva dire.
— Che importa? — disse stancamente il Re. — Tu avevi detto le parole, il Re le aveva sentite, e Berry doveva morire; ora io la piango, e vorrei che tu fossi morta nascendo, portando tua madre con te. Per il Cervo lo desidero, per le Sorelle lo giuro, e adesso lasciami solo, ragazzina!
Lei lo lasciò. Fino a quel momento era stata l’unica persona di Burland a non avere paura di Re Nasilee. Adesso non rimaneva nessuno che non ne avesse paura, poiché lui era il Re e poteva spezzare chiunque con una parola.
La lezione di Asineth sulla giustizia e sul perdono
Era il giorno di Palicrovol.
Il terribile ribelle aveva sollevato tutte le genti di Burland contro il Re. Insieme al traditore Zymas aveva sconfitto esercito dopo esercito, non in campo aperto, ma tagliando i rifornimenti, separandoli, corteggiando soldati, truppe, intere armate a disertare e a servire Palicrovol. Ora infine, dopo sei anni di guerra che non era mai diventata una battaglia, l’esercito di Palicrovol era fuori dalle mura di Speranza del Cervo. Speranza del Cervo, la grande città di Burring, la capitale. E Nasilee guardò dalle mura, e non vide alcun aiuto.
Nel corso degli ultimi cinque anni, i pagamenti delle tasse erano costantemente diminuiti, interrompendosi dapprima nelle contee di confine, per cessare quasi del tutto negli ultimi tempi. Anche il commercio di Speranza del Cervo era in crisi, poiché Palicrovol aveva costruito una strada a ovest e costretto tutto il traffico fluviale per via terra, anche se costava di più; Speranza del Cervo era alla fame, e la gente scappava. Ora Nasilee attendeva dentro le mura impenetrabili, e osservava Palicrovol, un Uomo di Dio, raccogliere i suoi bianchi stendardi, ciascuno con cento uomini attorno, fino a quando il terreno attorno alla città ribollì come la schiuma del mare.
