
— Non l’amavi?
Con sua sorpresa, lui rispose: — Se non l’amavo, non ho mai amato nulla.
— Perché l’hai uccisa, allora?
— Perché sono il Re — disse Nasilee. — Se non l’avessi uccisa avrei perso la paura del mio popolo, e se il popolo non ha paura di me io non sono Re.
Asineth seppe allora che dei due poteri che Berry le aveva detto, il più forte era quello di dare i nomi. Era a causa del fatto che Nasilee si chiamava Re, che aveva dovuto uccidere ciò che amava di più. — Tu non amavi Berry più di tutto — disse Asineth.
Nasilee aprì gli occhi, lasciando che brillassero sottili sulla sua giovane figlia. — Davvero?
— Più di lei amavi il nome di Re.
Gli occhi di suo padre tornarono a chiudersi. — Vai via, bambina.
— Non voglio andare, padre — disse. Amavo Berry più di quanto amassi te, non disse.
— Non voglio vederti quando penso a lei — disse suo padre.
— Perché no? — chiese Asineth.
— Perché mi hai obbligato a ucciderla.
— Io?
— Se non mi avessi riferito le sue parole di tradimento, non avrei dovuto ucciderla.
— Se tu avessi semplicemente riso alle parole di una bambina, lei sarebbe vissuta.
— Un Re deve essere Re!
