
Palicrovol si limitò a scuotere la testa. — Non è colpa sua se è ciò che è. Se fosse nata in qualsiasi altra casa, da qualsiasi altro padre, non sarebbe quello che è. Se fosse nata dall’altra parte delle acque meridionali, avrebbe potuto essere la Principessa dei Fiori.
— Ma mai Enziquelvinisensee Evelvenin — disse Sleeve.
— No — disse Palicrovol. — Ma possiamo chiedere agli dèi solo un miracolo nel corso di una vita.
— Tu l’hai violata e umiliata — disse Zymas. — La figlia di Nasilee non dimenticherà.
— L’ho violata e umiliata — gli fece eco Palicrovol — e ho ucciso suo padre davanti ai suoi occhi, le ho portato via il regno, e se le facessi altro male mi disprezzerei più di quanto possa sopportare. Se non tempero la mia vittoria con un atto di misericordia, anche se è pericoloso per me, come potrò guardare nel cristallo e dire a Dio che un uomo migliore di Nasilee porta ora in capo la corona di Nasilee?
Ci fu un momento di silenzio, poi Sleeve venne avanti e prese Asineth per una delle goffe assi che le chiudevano le mani. — Se insisti perché questa creatura violata debba vivere, lasciala alle mie cure. Io soltanto sono forte abbastanza per sorvegliarla nel suo esilio, e nasconderla dagli occhi di tutti i tuoi nemici, che vorrebbero trovarla e usarla per distruggerti.
— Ho bisogno di te al mio fianco — protestò il nuovo Re.
— Allora uccidi questa donna.
Palicrovol non esitò più. — Prendi la piccola Regina dunque, Sleeve, e sii gentile con lei.
— Sarò gentile con lei quanto tu mi permetterai di esserlo con una il cui solo desiderio è morire — disse Sleeve. — Per il mio sangue, vorrei che tu fossi veramente stato misericordioso.
Sleeve la coprì con le pieghe del suo nuovo mantello, così che nessuno potesse più vedere il corpo nudo della piccola Regina. Piccola Regina pensò Asineth.
